Palomonte

Il centro antico di Palomonte si trova sul fianco alto di una collina, ma ancora oggi non se ne conoscono le origini: l'unica testimonianza risiede nel nome: Pal o Pala è termine preindeuropeo e significa "roccia". E’ risaputo che dopo l'Unità d'Italia al termine "Palo" si aggiunse "monte". Ubicato sul cucuzzolo roccioso posto fra la Valle del Tanagro e il gruppo montuoso dei monti Marzano-Eremita, Palomonte condivide le sorti degli altri centri meridionali, ed è oggetto di conquista da parte di popoli stranieri (longobardi, svevi, angioini, spagnoli), che apportano alla cultura palomontese importanti influenze. Durante il Regno di Napoli e il Regno delle Due Sicilie, fu un casale amministrato dal comune di Contursi ed appartenente al Distretto di Campagna.
Tra le bellezze naturali di Palomonte spiccano, in località Archetto nella frazione di Perazze, le cascate dette "al Forte Pisciolo", generate dal torrente Vonghia. Da visitare anche Grotte della Palomba, per l’esistenza di due buche di età neolitica, utilizzate per i riti sacrificali e propiziatori.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore"

Il centro antico di Palomonte si trova sul fianco alto di una collina, ma ancora oggi non se ne conoscono le origini: l'unica testimonianza risiede nel nome: Pal o Pala è termine preindeuropeo e significa "roccia". E’ risaputo che dopo l'Unità d'Italia al termine "Palo" si aggiunse "monte". Ubicato sul cucuzzolo roccioso posto fra la Valle del Tanagro e il gruppo montuoso dei monti Marzano-Eremita, Palomonte condivide le sorti degli altri centri meridionali, ed è oggetto di conquista da parte di popoli stranieri (longobardi, svevi, angioini, spagnoli), che apportano alla cultura palomontese importanti influenze. Durante il Regno di Napoli e il Regno delle Due Sicilie, fu un casale amministrato dal comune di Contursi ed appartenente al Distretto di Campagna.
Tra le bellezze naturali di Palomonte spiccano, in località Archetto nella frazione di Perazze, le cascate dette "al Forte Pisciolo", generate dal torrente Vonghia. Da visitare anche Grotte della Palomba, per l’esistenza di due buche di età neolitica, utilizzate per i riti sacrificali e propiziatori.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore"

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